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Nobile di famiglia e con doti naturali non comuni (intelligenza, volontà, bellezza, capacità organizzativa, passione per la musica e la pittura, altruismo) seguì quindicenne la chiamata di Dio e si consacrò a Lui a Leopoli, (ora Lvov, in Ucraina), tra le figlie di San Benedetto.
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L'impegno di vita era totale: tutta per Dio, tutta per gli altri, per il raggiungimento della più alta santità "hic et nunc". Ma "le mie vie non sono le vostre vie, i miei pensieri non sono i vostri pensieri" dice il Signore e lo dimostrò concretamente nella nostra Beata.
Un giovane, povero sotto ogni aspetto, Paolino Podrucki, suo beneficato fin da bambino e male intenzionato nei suoi riguardi, la costrinse a mostrare al di fuori delle mura del chiostro, la saldezza della sua virtù, il completo distacco da ciò che è umano, la vera, totale e imperitura donazione a Dio, infatti, con il permesso dell'Autorità ecclesiastica, per difendere la sua purezza e la sua consacrazione religiosa, abbandonò con lo schianto nel cuore, ma con la fede eroica dei santi, patria, monastero, consorelle, persone care e raggiunse Roma il 21 aprile 1900.
Il Santo Padre Giovanni Paolo II, esprimendo la sua ammirazione per simile gesto, nel giorno della Beatificazione così affermò: "Quando una persona si rende disponibile interamente al soffio dell'amore di Dio viene coinvolta in una 'avventura spirituale' che sfugge ogni umana previsione.
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