La sua anima come vela s'apre al vento dello Spirito e Dio può spingerla secondo gli imperscrutabili disegni della sua provvidenziale Misericordia.

La certezza della Beata che il Signore non l'avrebbe dimenticata, perché solo Lui l'aveva permesso e solo per restargli fedele ella era giunta a Roma, l'aiutò a superare tutte le difficoltà di un triste esilio e a continuare a lavorare nella Chiesa.
In attesa di un pieno chiarimento del nuovo piano di Dio su di lei, si dedicò nella parrocchia del Rosario ai Prati, alla catechesi, alla cura dei malati a domicilio, all'assistenza dei bambini soli, all'aiuto ai poveri.

Successivamente, ispirata da Dio, volle dare inizio ad un'opera, (allora non presente nella capitale), di difesa morale e materiale di tante giovani che, giunte a Roma, per cercare lavoro, finivano sul lastrico, perché impossibilitate di raggiungere il loro scopo.

Con il contributo del Vicariato di Roma e di tante persone abbienti e, soprattutto con il consiglio e la guida del Missionario del Sacro Cuore P. Vincenzo Ceresi, nacque così, il 1 maggio 1908, la Casa-Famiglia per le giovani operaie, a Via di Torre Argentina, nell'antico palazzo Sinibaldi, che subito ne ospitò un centinaio. "Alla provvida iniziativa, che costò a Madre Colomba molte preoccupazioni, ella immolò se stessa con giovanile entusiasmo e con virile fortezza, facendosi per un ventennio, serva, protettrice, madre e angelo consolatore di tante figliole".

Per assicurarne la continuità - secondo i piani prestabiliti di Dio - la madre, sotto la guida dell'Abate Primate dei Benedettini, Don Ildebrando De Hemptinne, associò a sé anime sorelle, fondando una nuova congregazione religiosa: le Suore Benedettine di Carità, che, nella più squisita carità evangelica, soccorressero materialmente e, soprattutto, guidassero spiritualmente tante anime verso Dio. "In lei il Signore aveva posto un carisma speciale il dono dell'apostolato attivo della carità, da innestare sul tronco contemplativo della regola benedettina".

Secondo l'indirizzo e il desiderio della Fondatrice, le Benedettine dovevano apprendere dal Cuore di Cristo, della Vergine Santa, e di san Benedetto l'umiltà, la bontà, la serenità, la gioia, la forza, l'equilibrio, l'amore, e metterli in pratica. In particolare doveva essere loro segno distintivo la carità, da irradiare sui fratelli.